Lo so, non ci credi. Forse “tutti” tranne te. Prova solo per un attimo a fare un gioco: scegli un oggetto a caso che hai adesso a portata di sguardo e trova 5 modi diversi di usarlo. Fatto? Ecco, allora sei anche tu tra i creativi!

Sì lo so, so anche questo: so che non ti basta un giochino per crederci. Ecco perché ti porto come prova i risultati di uno studio sulla creatività nei bambini. Nel lontano 1968 il dottor George Land e la Dott.sa Beth Jarman furono convocati dalla NASA per ideare un test che misurasse la creatività dei loro ingegneri e scienziati. Non proprio bazzecole, quindi. Incuriositi dall’dea di saperne di più sulla creatività, decisero di sottoporre allo stesso test 1600 bambini tra i 3 e i 5 anni. Ne risultò che il 98% dei bambini erano creativi. Aspetta, lasciami finire, che lo so che stai già pensando “evidentemente faccio parte del 2% che resta”. Come lo so? “Been there, done that” per dirla all’inglese: sono stata esattamente lì dove sei tu. Per questo ora ci tengo a parlare di creatività e di come liberarla.

Tornando al suddetto studio, gli stessi bambini sono stati ri-testati anche all’età di 10 anni e poi a 15 anni. Infine, lo stesso test è stato dato a 280’000 adulti dell’età media di 31 anni. Ecco i risultati: 

  • creatività nei bambini di 5 anni: 98%
  • creatività nei bambini di 10 anni: 30%
  • creatività nei quindicenni: 12%
  • Stesso test dato a 280.000 adulti: 2%

In pratica impariamo a essere non-creativi.

Non abbiamo più scuse

O meglio, ne abbiamo ancora tantissime, se proprio vogliamo. Pare che disimparaiamo perché a scuola ci insegnano a usare un processo sbagliato; e sicuramente disimpariamo per evitare le critiche altrui (io, per esempio, smisi di scrivere narrativa dopo che feci leggere un mio pezzo alla persona sbagliata. Avevo nove anni). Perciò, se proprio volessimo, potremmo ancora raccontarci che è tutta colpa del tal professore che mi ha tarpato le ali, e la zia Nina che si è messa a ridere, e poi no, scherzi?! I creativi sono tutti pazzi! Ma la verità è che la scusa fondamentale, quella contro cui nessuno potrebbe obiettare se la tirassimo fuori, quella scusa lì non ce l’abbiamo più. La scusa per cui “la creatività è una dote: o ce l’hai o non ce l’hai” ce l’hanno semplicemente soffiata sotto il naso. Perché o cominciamo a spintonarci per tentare di entrare tutti in quel 2% di spazio, e lì allora si comincia stare strettini, oppure dai, dobbiamo proprio ammettere che forse forse anche noi un po’ creativi lo siamo… in fondo quel fumetto disegnato da piccoli non era male… e neanche quel quadretto con i pastelli a cera. E quel piccolo haiku scritto per compito? Bellino, dai! Ok, niente più scuse, allora. E adesso che si fa?

Per essere creativi ci vuole coraggio

Si fa che per prima cosa si amette con noi stessi che se non siamo stati creativi per tutto questo tempo è perché avevamo paura. E non è un’onta, intendiamoci: se avevamo paura è perché per noi la creatività è qualcosa di importante. Per rendercene conto basta osservare un bimbo e vedere com’è quando è tutto intento a dare riforma alla sua opera più straordinaria (perché per i bambini quella che stanno facendo in quel momento è sempre la loro opera più straordinaria). E come ce la mostra tutto orgoglioso! Magari è poco più che uno scarabocchio, ma per lui è talmente magnifica che Michelangelo scansati proprio. Ecco, siamo stati tutti così. E lì dentro, in quello scarabocchio, ci abbiamo messo tutti noi stessi, le nostre esperienze e nostri sentimenti. Perché in fin dei conti essere creativi è questo: una forma di espressione di chi siamo veramente, di dove siamo stati, di dove vorremmo andare e di ciò che proviamo e sentiamo. Se non è importante questo, cosa lo è?

Dopo aver ammesso questo con noi stessi, si fa anche che quella paura proviamo capirla, a darle un nome e guardarla in faccia: che cosa succederebbe se adesso, in questo preciso momento, tu scegliessi di creare? Mi piacerebbe che tu scrivessi tutte le tue risposte a questa domanda, perché vederle nero su bianco cambia già la prospettiva; e mi piacerebbe anche che non ti fermassi alla prima risposta, ma ne cercassi almeno cinque o sei, perché probabilmente la prima risposta è la storia che nella tua testa hai sempre raccontato, e non è detto che sia quella che funziona.

Andare in palestra

Se la creatività è qualcosa che appartiene a tutti, allora è come un muscolo che ci siamo scordati di avere e a furia di essere trascurato ha perso tonicità. Ma come ogni muscolo, se allenato torna al suo vigore.

Inizia con poco, inizia anzitutto a prenderne consapevolezza: fai caso a tutte quelle occasioni di creatività piccola piccola che ti capitano ogni giorno. Puoi farlo a fine giornata, così ne hai accumulate senz’altro un po’, ma non hai fatto in tempo a dimenticartene; pensa a come ti hanno fatto stare e poi nota anche come ti fa stare il fatto di averle notate. Che non è uno scioglilingua ma forse uno sciogli-mente. 

Poi prova a guardare le cose in modo diverso. Basta poco, per esempio mentre fai il tuo percorso abituale per andare al lavoro puoi impegnarti a cercare qualcosa che non avevi mai notato prima: una scritta su un muro, una targa particolare, un portone originale… qualunque cosa colpisca la tua immaginazione.

Infine mettiti in azione. Perché questo è la creatività: mettere in azione un’idea

Siccome è più facile sentirsi creativi nelle cose di cui siamo appassionati, fai un elenco di cose che ti piace fare e ti danno energia. Io per esempio amo scrivere, ballare, fare teatro (e anche andarci), fare fotografie e passare del tempo a giocare con i miei nipoti. Cerca cosa funziona per te e regalati la libertà di esplorare. Poi scegli un’idea anche piccola e mettila in atto. Ma soprattutto, gioca!

Ti propongo un paio di spunti, nel caso in cui non ti venisse in mente da dove iniziare, uno a base di parole e l’altro a base di immagini.

Giochiamo con le parole: apri un libro su una pagina a caso e ad occhi chiusi punta il dito su una parola. Poi leggila e scrivi qualunque cosa ti faccia venire in mente per libere associazioni, senza giudizio di valore. Dopo rileggi la lista e metti in evidenza le idee che hanno quel non so che che ti attira di più.

Giochiamo con le immagini: per questo gioco avrai bisogno del tuo smartphone e di un’idea che ti faccia da ispirazione-guida. Puoi prendere una di quelle che hai scelto nel gioco precedente, oppure una frase che hai letto e ti ha particolarmente colpito. Armati di telefonino, datti un tempo limite (ma non meno di 10/15 minuti), vai a fare una passeggiata e scatta foto a qualunque cosa o situazione che per te rappresenta quell’idea-guida. Scattane più che puoi, senza pensare “questa forse non va bene”: in questa fase vanno bene tutte e soprattutto rischieresti di perdere tempo. Poi, finito il tempo stabilito, prenditi una pausa lunga quanto vuoi tu e solo dopo scegli, tra tutte le foto che hai fatto, le due o tre foto che meglio rappresentano l’ispirazione-guida.

Come ogni allenamento che si rispetti, va fatto con costanza: anche se puoi concederti solo 5 minuti creativi, fallo regolarmente ogni giorno, nel modo che preferisci. 

Cosa creerai questo fine settimana?

La foto di intestazione è di Tony Ross e si trova su Unsplash